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Exploring nature's or artist's work through the camera, is to me a journey in a dimension beyond any illusion of individuality. I shoot instinctively, in the moment when, as I may tell in retrospect, the imagine appearing in the viewfinder happens to match something that was already in myself. It’s a form of meditation: any border dissolves, and thought, with all its categories, falls silent. Images that I later observe with astonishment, and wonder, for what they reveal to me, and I wellcome as gifts.

Fragments of a universe that I can't stop exploring: soul's garden.

Through my images, and sometimes words, I wish to tell, in a poetic manner, tenderness that may arise from overcoming any dicotomy. Starting from that between humans and nature, through an attitude of careful and humble listening, and an education to physical and emotional knowledge, as well as scientific/rational.

In other words, feeling deeply, in one's flesh and spirit, that our essence is the same of any other thing and living being, complex dependence and relationship within a dense network of which we are part. It is a radical change of perspective I believe in, and that we all need to save us as species.

I photograph Soul’s Garden.

 

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Paola Iacopetti was born in Massa (MS), Italy, in 1966. Since 2015, passion for photography accompanies that for biology, that was born at school, and continued with a PhD in Biology at Scuola Normale Superiore in 1995, and a three years post-doc experience at the University of Heidelberg.

From 2017, she has realized a number of personal exhibitions and participated to some collective ones between Pisa, Lucca and Pietrasanta. In 2021 she was among the artists included in the catalog by the jury of Combat Prize. In the same year, she obtained a Honorable Mention at PX3  Prix de la Photographie, Paris, a Honorable Mention at IPA – International Photography Awards, and she was finalist at Tokyo International Foto Awards. In 2022, she has been invited to participate to the Spring Show 2022 of Malerba Foundation for Photography.

She loves collaborating with other artists, sometimes to take care of photographic documentation of their work, sometimes to organize exhibitions and installation projects, up to writing critical texts. In particular, she curated the personal exhibition “Naturografie. Racconti d’acqua e di terra” by Roberto Ghezzi at the Natural History Museum of the University of Pisa, in 2019. In 2020 she participated as scientific consultant to the art project “Ὠκεανός (Ōkeanós)” by Lorenzo Malfatti, curated the personal exhibition at Barbara Paci Art Gallery in Pietrasanta, and wrote the critical text fot the catalog: a collaboration in which she combined her knowledge in biology with her aesthetic and artistic sensitivity.

 

Paola Iacopetti’s photographs go beyond visible data even if still recognisable , in a research that is aesthetical and spiritual, at the same time. Her gaze explores the intimate of a flower, an artwork, or a landscape, to grasp those shapes, color nuances, suggestions, that resonate in her own intimate: every photographic project is thus the report of a journey in a new territory, in a corner of what she calls “Soul’s Gardens”.

Bio
Artist's
statement
Exhibitions

Personal:

  • "Psyché. Il giardino dell'anima"– Bipersonal together with Luca Zampini at M.A.D. Mantova Arte Design Gallery, Mantova – presented by Massimo Pirotti – 19/31 Marzo 2022

  • ​"Profumo di Luna" – for "Un fotografo al mese" exhib series – FPS foto e video, Pietrasanta (LU) 5 October/11 November 2019

  • “Luna” – Itinerant exhibition:

A-mare Restaurant, Viareggio (LU) – 5 July/30 September 2019 

Blubook bookshop, Pisa - 24 January/17 February 2019

  • "NavigArte Image" – Arsenale CIneclub, Pisa – 31 October/9 December 2018

  • "Nel Giardino dei Fiori Danzanti" – Itinerant exhibition:

Eliopoli Summer Festival, Calambrone, Pisa – 11/20 July 2018

Arsenale Cineclub, Pisa – 24 May/14 June 2018

Ars Cafè & Bistrot, Pisa – 5/31 May 2018

Collective:

  • Collective exhib at 5.6 Gallery, Massarosa (LU), 6/28 November 2021

  • Bipersonal with Renata Otfinowska – OpenPi Lab. Pisa (PI) - 6 December 2019/7 January 2020

  • "Luna" – selected for "Circuito OFF", by WeLovePh - Osteria San Giorgio, Lucca (LU) - 16 November/5 December 2019

  • “Fotonaturalist '19” – La Brilla Centro Teatrale, Massaciuccoli (LU) – 20 April/1 May 2019

  • “Arte in Villa” – XXX Exhibition Antiche Camelie della Lucchesia – S. Andrea di Compito (LU) - 16 March / 7 April 2019

  • “Bianco & Nero”– Scarperia (FI) - 30 June 2018

  • “Fotonaturalist '18” – La Brilla Centro Teatrale, Massaciuccoli (LU) – 25 April/6 May 2018

  • Obiettivo Fenice – La Brilla Centro Teatrale, Massaciuccoli (LU) – 5/21 January 2018

  • “Incontri” – Bipersonal with Carlo Lari – Studio 11, Pietrasanta - 17 December 2017/6 January 2018

  • “Impronte” –  Scarperia, Firenze – 24 June 2017

  • “I fiori di Luglio” – Livin'Art Gallery, Lucca – 1/31 July 2017 

 

Una simbiosi intima e introspettiva con la natura. Natura intesa e sentita come essenza di vita, filtro attraverso il quale è possibile osservare e conoscere il mondo e sé stessi: così le immagini di Paola Iacopetti ci svelano, ben oltre ciò che i suoi occhi colgono, quello che essa sente.

La fotografia giunge come un’epifania nell’iter di Iacopetti, che da subito l’accoglie come un dono e la traduce in visioni perfettamente ancorate al dato fenomenico, eppure già portatrici in potenza di quella poesia subliminale che trascende la realtà sensibile.

In Pareidolia (2019), il bosco, soggetto caro alla fotografa, si anima e assume sembianze ora antropomorfe, ora zoomorfe; evoca emozioni e stati d’animo, ma anche rimandi ad una dimensione altra, in equilibrio tra fantasia e ironia. Lovers, Little Friends, Together, Sexy Snail, Dragoon sono solo alcune delle denominazioni scelte: titoli come portatori simbolici di una vena immaginifica, capace di creare connessioni armoniche tra scatti all’apparenza strettamente figurativi.

Suona come un’affermazione d’intenti e manifesto poetico I can see (and feel), scatto del 2017, che dichiaratamente pone in luce un concetto fondamentale per comprendere la sua opera. Uno sguardo, invero, afferente ad una visione intima, proiettata verso quello che lei ama definire il Giardino dell’anima. Anche quando la fotografa rappresenta il mondo fisico e tangibile, ciò che ella vede ed evoca attraverso la fotografia appartiene allo spirito: da esso muove e ad esso ritorna, come a disegnare un circolo infinito. A questo aspetto devono essere riferiti anche gli elementi più carnali o comunque legati alla sfera sensoriale: non solo odori, sapori, suoni e vibrazioni tattili, ma anche germinazioni recondite sull’eros e sul femminino. Tali particolari, prima ancora che dai suoi statements, emergono dalla galleria di immagini del progetto Joy. Elf’s Hug, The Gate, Hermaphrodite, Light Spiral (2021) non possono essere ristretti al richiamo di un amore giocoso, ovvero all’idilliaca forza di cui è portatrice la natura. Infatti, oltre ad una sorta di joie de vivre, che il fiore con le sue note di purezza e linearità trasmette, si scorgono i sentori di una riflessione latente entro certi contrasti formali. Sagome rotonde e morbide, unite a profili acuminati e perforanti; cromie accese, stemperate da sinfonie di bianchi intensi e ottici; tagli e sospensioni viscerali: sotto il tappeto vibrante di ninfee di Hommage to Claude Monet (2016), esiste il sommerso, la profondità dell’acqua e della terra, che trattiene, culla e nutre gli apparati radicali di un’esistenza che è dato vedere e apprendere in maniera compiuta solo in superficie.

L’analisi del profondo è un tema che riguarda anche l’interpretazione dell’arte: Okeanòs (2020) sposta il peso dell’occhio interiore verso consistenze antiche, rimarcando una forte inclinazione al primitivismo intellettuale. Se, come scrive Iacopetti, “Okeanòs è  un viaggio alle origini: dell’universo, della vita”, Heaven (2018 – 2021) ci accompagna in un limen, in bilico tra una mimesi del reale e uno sguardo endoscopico ed epidermico. Astrazione e luce in crescendo, a (di)mostrare che, tutto il corpus embrionale sotteso alla progettualità ab origine, assume definizione manifesta nelle opere più recenti, tracciando i profili di nuove visioni. Il futuro è imminente nei frammenti di Eos (2021), nei quali si segna il superamento della realtà oggettiva, lasciando dietro di sé ogni residuo di parvenza figurativa. I fiori e le loro componenti non rappresentano più ciò che sono e subiscono una completa metamorfosi, che unisce uomo e natura alla ricerca delle “radici”.

Joie de vivre
(Tiziana Tommei)