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Exploring nature's or artist's work through the camera, is to me a journey in a different dimension. I shoot instinctively, in the moment when, as I may tell in retrospect, the imagine appearing in the viewfinder happens to match something that was already in myself. It’s a form of meditation: any border dissolves, and thought, with all its categories, falls silent.

Nuances of feeling, synaesthesia of desire, dream and ancestral memories gently emerge, and become images on camera’s sensor, to my wonder. Fragments of an inner universe that I don't get tired of exploring, with humbleness and curiosity. Different corners of my soul's garden.

A universe that is part of each one of us, but that materialism makes inaccessible: deeply recognising that we are nature, and beauty, sets us autenthic and free, particularly from that sense of loss that leads us to plunder the planet!

An inner world, inviolate and inviolable, where we can find ourselves, to which attain to transform wounds in poetry, sorrow and anger in spiritual advancement, and love.

I photograph Soul’s Garden.

 

 

 

Passion for photography accompanies that for biology, that was born at school, since 2015.

Paola Iacopetti obtained a degree in Biology at the University of Pisa in 1990, and a PhD in Biology at Scuola Normale Superiore in 1995; after a three years post-doc experience at the University of Heidelberg, she obtained a permanent position at the University of Pisa, where she is still working.

Since 2017 she has realized a number of personal exhibitions and participated to some collective ones between Pisa, Lucca and Pietrasanta, being selected for Circuito Off We Love PH in Lucca in 2019. Her triptych "Sensuousness" was selected by the jury of Combat Prize 2021 for publication on the catalog. With a series of images of the "Heaven" project she obtained a Honorable Mention at PX3 - Prix de la Photographie, Paris 2021.

Since 2018 she started interesting collaborations with other visual artists, not only by photographically documenting their pieces of art, but also interpreting artworks in a more personal and creative way, and in some cases organizing exhibitions and installation projects, or contributing with a critical text. In particular, she curated the personal exhibition “Naturografie. Racconti d’acqua e di terra” by Roberto Ghezzi at the Natural History Museum of the University of Pisa, in 2019. In 2020 she participated as scientific consultant to the art project “Ὠκεανός (Ōkeanós)” by Lorenzo Malfatti, curated the personal exhibition at Barbara Paci Art Gallery in Pietrasanta, and wrote the text fot the catalog, to which she also contributed with a number of photographs: a collaboration in which she combined her knowledge in biology with her aesthetic and artistic sensitivity.

 

Paola Iacopetti’s photographs go beyond visible data: although in some shots a trace of representation of objective reality is present, what prevails in “crescendo” is a tendency to an abstraction from the sensible dimension, in an aesthetical and spiritual key. Whether she contemplates a flower, a piece of art, or a landscape, the photographer’s view moves vertically, probing deeply the object in front of the lens. The object thus come alive, through a process of attentive perception, analysis and synthesis of aspects concerning shape, light and color, in a system of suggestions leading to an interiorization of the phenomenal element. Every project thus takes the shape of a journey to the territories of soul, through folds rising to rebirth to become “Soul’s Gardens”.

Bio
Artist's
statement
Exhibitions

Personal:

  • ​"Profumo di Luna" - for "Un fotografo al mese" exhib series - FPS foto e video, Pietrasanta (LU) - 5 October / 11 November 2019

  • “Luna” – Itinerant exhibition:

A-mare Restaurant, Viareggio (LU) – 5 July / 30 September 2019 

Blubook bookshop, Pisa - 24 January / 17 February 2019

  • "NavigArte Image" - Arsenale CIneclub, Pisa - 31 October / 9 December 2018

  • "Nel Giardino dei Fiori Danzanti" – Itinerant exhibition:

Eliopoli Summer Festival, Calambrone, Pisa – 11 / 20 July 2018

Arsenale Cineclub, Pisa - 24 May / 14 June 2018

Ars Cafè & Bistrot, Pisa – 5 / 31 May 2018

Collective:

  • Bipersonal with Renata Otfinowska - OpenPi Lab. Pisa (PI) - 6 December 2019 / 7 January 2020

  • "Luna" - selected for "Circuito OFF", by WeLovePh - Osteria San Giorgio, Lucca (LU) - 16 November / 5 December 2019

  • “Fotonaturalist '19” - La Brilla Centro Teatrale, Massaciuccoli (LU) – 20 April / 1 May 2019

  • “Arte in Villa” - XXX Exhibition Antiche Camelie della Lucchesia - S. Andrea di Compito (LU) - 16 March / 7 April 2019

  • “Bianco & Nero” - Scarperia (FI) - 30 June 2018

  • “Fotonaturalist '18” - La Brilla Centro Teatrale, Massaciuccoli (LU) - 25 April / 6 May 2018

  • Obiettivo Fenice - La Brilla Centro Teatrale, Massaciuccoli (LU) - 5 / 21 January 2018

  • “Incontri” - Bipersonal with Carlo Lari - Studio 11, Pietrasanta - 17 December 2017 / 6 January 2018

  • “Impronte” -  Scarperia, Firenze - 24 June 2017

  • “I fiori di Luglio” - Livin'Art Gallery, Lucca – 1 / 31 July 2017 

 

Una simbiosi intima e introspettiva con la natura. Natura intesa e sentita come essenza di vita, filtro attraverso il quale è possibile osservare e conoscere il mondo e sé stessi: così le immagini di Paola Iacopetti ci svelano, ben oltre ciò che i suoi occhi colgono, quello che essa sente.

La fotografia giunge come un’epifania nell’iter di Iacopetti, che da subito l’accoglie come un dono e la traduce in visioni perfettamente ancorate al dato fenomenico, eppure già portatrici in potenza di quella poesia subliminale che trascende la realtà sensibile.

In Pareidolia (2019), il bosco, soggetto caro alla fotografa, si anima e assume sembianze ora antropomorfe, ora zoomorfe; evoca emozioni e stati d’animo, ma anche rimandi ad una dimensione altra, in equilibrio tra fantasia e ironia. Lovers, Little Friends, Together, Sexy Snail, Dragoon sono solo alcune delle denominazioni scelte: titoli come portatori simbolici di una vena immaginifica, capace di creare connessioni armoniche tra scatti all’apparenza strettamente figurativi.

Suona come un’affermazione d’intenti e manifesto poetico I can see (and feel), scatto del 2017, che dichiaratamente pone in luce un concetto fondamentale per comprendere la sua opera. Uno sguardo, invero, afferente ad una visione intima, proiettata verso quello che lei ama definire il Giardino dell’anima. Anche quando la fotografa rappresenta il mondo fisico e tangibile, ciò che ella vede ed evoca attraverso la fotografia appartiene allo spirito: da esso muove e ad esso ritorna, come a disegnare un circolo infinito. A questo aspetto devono essere riferiti anche gli elementi più carnali o comunque legati alla sfera sensoriale: non solo odori, sapori, suoni e vibrazioni tattili, ma anche germinazioni recondite sull’eros e sul femminino. Tali particolari, prima ancora che dai suoi statements, emergono dalla galleria di immagini del progetto Joy. Elf’s Hug, The Gate, Hermaphrodite, Light Spiral (2021) non possono essere ristretti al richiamo di un amore giocoso, ovvero all’idilliaca forza di cui è portatrice la natura. Infatti, oltre ad una sorta di joie de vivre, che il fiore con le sue note di purezza e linearità trasmette, si scorgono i sentori di una riflessione latente entro certi contrasti formali. Sagome rotonde e morbide, unite a profili acuminati e perforanti; cromie accese, stemperate da sinfonie di bianchi intensi e ottici; tagli e sospensioni viscerali: sotto il tappeto vibrante di ninfee di Hommage to Claude Monet (2016), esiste il sommerso, la profondità dell’acqua e della terra, che trattiene, culla e nutre gli apparati radicali di un’esistenza che è dato vedere e apprendere in maniera compiuta solo in superficie.

L’analisi del profondo è un tema che riguarda anche l’interpretazione dell’arte: Okeanòs (2020) sposta il peso dell’occhio interiore verso consistenze antiche, rimarcando una forte inclinazione al primitivismo intellettuale. Se, come scrive Iacopetti, “Okeanòs è  un viaggio alle origini: dell’universo, della vita”, Heaven (2018 – 2021) ci accompagna in un limen, in bilico tra una mimesi del reale e uno sguardo endoscopico ed epidermico. Astrazione e luce in crescendo, a (di)mostrare che, tutto il corpus embrionale sotteso alla progettualità ab origine, assume definizione manifesta nelle opere più recenti, tracciando i profili di nuove visioni. Il futuro è imminente nei frammenti di Eos (2021), nei quali si segna il superamento della realtà oggettiva, lasciando dietro di sé ogni residuo di parvenza figurativa. I fiori e le loro componenti non rappresentano più ciò che sono e subiscono una completa metamorfosi, che unisce uomo e natura alla ricerca delle “radici”.

Joie de vivre
(Tiziana Tommei)